Come si sceglie una scarpa da trekking


Negli anni cinquanta, chi andava in montagna e praticava alpinismo, usava scarponi di cuoio ingrassato. Frutto di un robusto lavoro artigianale che produceva oggetti che duravano una vita, ma allo stesso tempo pesanti, ingombranti e poco confortevoli. Dagli anni settanta in poi si è visto l’avvento delle microfibre, il Gore-Tex, gli isolanti termici e materiali ultra leggeri e di altissima tecnologia. Nascono e si sviluppano così, prodotti sempre più innovativi, dove nulla è lasciato al caso: dal sistema di allacciatura, alla leggerezza, dai volumi contenuti alla termicità, al fine di garantire le migliori performance , comfort, stabilità e sicurezza, unite ad un risultato estetico di alto livello. Oggi col design e gli studi sulla funzionalità si sono creati diversi prodotti, ognuno con un criterio d’uso diverso: alpinismo estremo, tradizionale, leggero oppure semplice escursionismo o la caccia.

I materiali della scarpa da trekking


Tomaia ( parte esterna della scarpa )

I materiali usati per le tomaie sono diversi a cominciare dai classici: Vitello, Vacchetta, Nabuk, Crosta, Scamosciato, Cordura, fino ai nuovi sintetici. La caratteristica che li accomuna è che oggi subiscono dei trattamenti particolari per renderli resistenti all’acqua o addirittura idrorepellenti.


Fodera ( parte interna della scarpa )

Costituisce a mio avviso la parte innovativa delle scarpe da trekking. Prima, per ovviare al freddo e per la traspirazione venivano usate calze di lana o feltro con risultati insoddisfacenti. Oggi esistono il Gore-Tex, il Thinsulate, l’Event, l’Outdry, il Water stopper, il Tepordry ecc. , membrane che garantiscono una traspirazione, una resistenza all’acqua ed un isolamento termico eccellente.


Suola e intersuola

La maggior parte delle aziende italiane che producono scarpe sportive si avvalgono dell’esperienza e dei prodotti forniti dalla Vibram, leader nel settore. Non mancano le innovazioni che le aziende propongono sia con la suddetta Vibram che con altre ditte, intente a migliorare l’aderenza al terreno, la resistenza torsionale, flessoria, nonché la protezione del puntale e del tallone al fine di limitare al massimo l’affaticamento articolare e gli infortuni e garantendo più sicurezza, comfort ed agilità su ogni tipo di terreno percorso.

Percorsi

Per scegliere lo scarpone da trekking più adatto per la tua attività devi valutare la difficoltà del percorso. Per un percorso poco impegnativo è sufficiente uno scarponcino leggero o anche una scarpa da trekking bassa. Man mano che i percorsi diventano più impegnativi e difficili lo scarpone che si deve usare deve essere robusto, con una suola non molto larga e anche abbastanza rigido. Molta gente pensa che lo scarpone da trekking ideale sia leggero e morbido. Questo non è corretto; se vuoi che il piede sia comodo e che non si stanchi troppo la scelta migliore è per uno scarpone robusto e abbastanza rigido.

Come pulire e trattare gli scarponi

Consultate il produttore su che prodotto utilizzare per impermeabilizzare gli scarponi. L'impermeabilizzazione deve essere eseguita prima di utilizzarli una prima volta. Si consiglia di usare prodotti a base di silicone, oppure grasso di origine animale o vegetale.


Quando terminate il vostro trekking, e siete pronti per mettere via gli scarponi, puliteli e lavateli completamente, togliete i sassi incastrati sotto alla suola e rimuovete tutto il fango. Un spazzolino da denti morbido con un po' di acqua vi aiuterà a pulire le parti più ostiche.

Controllate se è il caso di eseguire una nuova impermeabilizzazione.

Se all'interno sono ancora umidi togliete la soletta per asciugarla.

Aspettate sempre che siano perfettamente asciutti prima di riporli.

Controllate sempre i lacci per individuare possibili rotture e sostituite i lacci difettosi prima che si rompano.




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